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febbraio 2018

Teatro TRAM - Napoli

Festival Vissi d'Arte

settembre 2017

Roma Fringe Festival 2017

settembre 2017

Festival Vissi d'Arte - Napoli

 

dicembre 2016

Teatro di Villa Torlonia di Roma

febbraio 2015

Teatro Comunale di Forano (RI)

rassegna "Ricomincio da T"

 

maggio 2014

Casa delle Culture di Roma

ottobre/novembre 2013

Casa delle Culture di Roma

gennaio 2013

Palazzo Paradiso sul Mare di Anzio

 

dicembre 2012 (studio)

Teatro Sala Uno di Roma

Maratona di Corti

ottobre 2012 (studio)

Teatro F. Stabile di Potenza

Festival Potenza Teatro - Abito in scena

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OSCAR W.

Nelle mie opere ho messo solo il mio talento.

Tutto il mio genio l'ho messo nella mia vita.

 

produzione virgolatreperiodico

 

drammaturgia Andrea Onori e Mariagrazia Torbidoni

con Mariagrazia Torbidoni

scenografia e disegno luci Valeria Giannone

regia Andrea Onori

 

La vita di Oscar Wilde è stata una parabola incredibile che lo ha visto in un primo tempo indossare gli eleganti panni del conferenziere e dello scrittore di successo e poi gli stracci infamanti del condannato in carcere. Attraverso l'intreccio e la sovrapposizione di storie, parole e personaggi appartenenti tanto alle opere quanto agli episodi più significativi della sua biografia, la piéce accompagna lo spettatore all'interno della galleria di temi e figure presenti nella produzione artistica dell'autore, delineando la sua traiettoria esistenziale dai momenti di esaltazione e di fama a quelli più tragici e bui.

 

Il rapporto diretto con il pubblico della sala dà modo di illuminare Wilde nella sua veste più brillante, quella di raffinato affabulatore e uomo di mondo, personaggio indistinguibile dai molti che abitano le sue commedie, come L'importanza di chiamarsi Ernesto o Un marito ideale.

L'ossessiva ricerca di nuovi piaceri che spinge il giovane protagonista de Il ritratto di Dorian Gray verso una rovinosa discesa negli abissi viene invece fatta specchiare con le pericolose acrobazie sentimentali di Oscar, troppo volutamente scandalose per non scatenare la reazione della moralista società vittoriana.

Si assiste allora al primo processo, spettacolare e irriverente, in cui è Wilde a denunciare e ad accusare; e al secondo, assurdo e impietoso, in cui, in un tragico ribaltamento di ruoli identico a quelli che incontriamo nelle sue opere, egli si ritrova vittima dell'azione da lui stesso intrapresa, finendo per essere condannato ai lavori forzati per due anni.

 

Partire da Wilde per mettere in scena Wilde, il tutto nelle mani di una sola attrice che, in un susseguirsi di scambi tra persona e personaggio, dà vita ad una scena spesso fatta di ribaltamenti e trasformazioni, dove anche il tempo e lo spazio non seguono necessariamente le regole della logica, affidandosi piuttosto al fascino dell'immaginazione e del gioco teatrale.

Oscar W.
Oscar W.
Oscar W.
Oscar W.
Oscar W
Oscar W.
Oscar W.
Oscar W.
Oscar W.

OSCAR W.

06/09/2017

 

Annalisa Civitelli | Brainstorming Culturale

 

L’autore inglese si presenta con le sue debolezze, riflessioni, confidenze e pensieri filosofici che vanno a toccare le corde dell’animo umano. Emerge sia l’emblamatica figura del dandy, sia un quadro generazionale della società tra la seconda metà dell’Ottocento e dei primi del ‘900. Totalmente catalizzante la Torbidoni passa con versatilità dai testi teatrali agli aforismi, dalle lettere ai romanzi fino al processo che condanna Wilde al carcere per “avere una certa inclinazione“, a quei tempi non ben vista negli ambienti che frequentava.

 

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Oscar W

06/09/2017

Gaetano Massimo Macrì | Periodico Italiano Magazine

 

Il monologo, recitato da Mariagrazia Torbidoni, ripercorre i momenti salienti della vita dell’artista irlandese, sottolineandone i pregi - la sua estrema intelligenza, con cui sfidava i benpensanti dell’epoca – e i difetti – intesi come quelli che l’etica dell’Inghilterra di fine ottocento gli riconosceva.

 

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Oscar W a San Domenico Maggiore per Vissi d’Arte

04/09/2017

 

Giorgia D'Alessandro | Eroica Fenice

Si incontra sulla scena il drammaturgo, convinto che il teatro trarrebbe giovamento dalla mancanza degli attori e che la critica teatrale più utile sia quella che non si fa. L’esteta, che fa del bello la sua unica religione. L’abile  e brillante comunicatore, in grado di intrattenere, ammaliare e atterrire, allo stesso momento, l’interlocutore. L’amante generoso, che sacrifica finanche sé stesso. L’amante assassino, perché ognuno uccide l’oggetto del suo amore, come il pittore Basil Hallward che, involontariamente, col ritratto di Dorian Gray uccide e corrompe l’anima del giovane di cui è innamorato. L’uomo fragile, che può resistere a tutto, tranne che alla tentazione.

 

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Oscar W: Il genio maschile nel corpo di donna

22/05/2014

 

Francesco Raducci | La Nouvelle Vague

 

Mariagrazia Torbidoni si cala benissimo nei panni di un personaggio maschile pur conservando la sua femminilità. Tecnica, voce, energia, corpo. La Torbidoni da vita ad un Wilde artista, genio decadente, ironico, drammatico, in cui l’arte, le opere e il vissuto si mescolano con sapiente eleganza. Emerge soprattutto un Wilde molto umano alle prese con la passione e l’amore. Fragilità, eccesso, genio, sregolatezza, drammaticità, ironia, solitudine, saccenza, distacco, superiorità intellettuale. Tutte emozioni che arrivano al pubblico attraverso la voce e il corpo di una donna, che in alcuni punti della piece riesce a trascendere dalla fisicità stessa dell’attrice.

 

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Un lungo applauso per Oscar W.

16/10/2013

 

Laura Mauti | Roma a Teatro

 

È uno splendido tessuto con cui avvolgere il pubblico. Un tessuto a tratti ruvido, in altri simile al velluto, a volte con dei buchi dati dalla sofferenza. Il pubblico viene accolto in un non luogo da una voce profonda e ferma che canta che si rivelerà poi essere quella di Mariagrazia Torbidoni, Oscar Wilde. È un lento palesarsi di un’unica scena tardo ottocentesca, nell’Inghilterra che Wilde impreziosì con il suo genio. Una sola persona in scena, tanti personaggi rivolti al pubblico. Un monologo serrato, mai banale, fatto di momenti della vita di Oscar Wilde intrecciati ai suoi scritti e ai suoi aforismi.

 

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L’OSCAR W. della Compagnia Virgolatreperiodico

09/11/13

 

Michele Albini e Giulia Bornacin | La Nouvelle Vague

 

Andrea Onori e Mariagrazia Torbidoni hanno giocato con aforismi, opere ed eventi della vita di Oscal Wilde creando un vero e proprio approfondimento della sua figura, quasi una lezione alla portata di tutti, tenuta da un’oratrice che mette corpo e anima al servizio di una delle personalità più affascinanti di tutti i tempi.

 

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Oscar W. - Casa delle Culture (Roma)

06/11/13

 

Enrico Vulpiani | SaltinAria

 

Un'analisi approfondita della persona e del personaggio Wilde che descrive la sua parabola esistenziale ed artistica, attraverso vette di esaltazione e successi ed abissi di disperazione e disfatte. Un artista, un'attrice, un'anima che ne racconta un'altra, identificandosi e lasciandoci identificare, attraverso un susseguirsi di emozioni e ritmi diversi, lasciando che la magia del teatro trasformi esplorazioni mentali di una significativa vita passata in immagini urgenti che si insinuano irrinunciabilmente sotto la nostra pelle.

 

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Compagnia Virgolatreperiodico - Oscar W.

12/11/13

 

Marcella Santomassimo | Scene contemporanee

 

Mariagrazia Torbidoni in scena ed Andrea Onori alla regia ci prendono per mano, ci guidano alla scoperta di una personalità complessa ma ben delineata, studiata così a fondo da poterne riprodurne ormai i vezzi e gli aforismi preferiti, dosandoli e utilizzandoli al momento giusto.

 

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Vita e Opere di Wilde

21/11/13

 

Claudia Pignocchi | Slowcult

 

L’oggetto dello spettacolo è Oscar Wilde a tutto tondo, la sua vita pazzescamente piena di episodi, viaggi, relazioni e situazioni eterogenee, così come le sue opere. Man mano che si procede nello spettacolo, biografia e opere si intrecciano al punto che per i non perfetti conoscitori dello scrittore risulta difficile seguire esattamente tutto. Ma in fondo non è così importante capire sempre e comunque se stia parlando un personaggio di Oscar Wilde o lui, poichè la sua biografia ha più che mai influenzato la sua produzione. E la poetica sull’arte, le convizioni sull’esistenza, i suoi immortali aforismi e paradossi arrivano sferzanti al pubblico sia che siano detti per bocca di un Dorian Gray o per bocca di Oscar Fingal O’Flahertie Wills Wilde.
 

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Oscar W. La liberazione di un animo incatenato

15/10/13

 

Maria Raffaella Pisanu | Oltrecultura

 

Canta, sogna, prega e impreca Oscar W., piange sul suo disperato e condannato rapporto proibito, sul forte bisogno d'amore che percepisce drammaticamente. Poi teneramente si dona al suo amante, regalando momenti intensi e riflessioni immortali. La denuncia è implicita, sono svariate le citazioni dal Ritratto di Dorian Grey e dalla Ballata di Reading Gaol, congiunte al senso di alienazione di ogni uomo imprigionato in qualche luogo o qualche condizione, costretto a compiere quotidianamente azioni ripetitive volte alla pura e semplice sopravvivenza, senza altra finalità.

 

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